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LE REGOLE
DEL DOJO

HITOTSU, JINKAKU KANSEI NI TSUTOMURU KOTO
prima di tutto, cerca di perfezionare il carattere

HITOTSU, MAKOTO NO MICHI O MAMORU KOTO
prima di tutto, percorri la via della sincerità

HITOTSU, DORYOKU NO SEISHIN O YASHINAU KOTO
prima di tutto, rafforza instancabilmente lo spirito

HITOTSU, REIGI WO OMONZURU KOTO
prima di tutto, osserva un comportamento impeccabile

HITOTSU, KEKKI NO YU O IMASHIMURU KOTO
prima di tutto, astieniti dalla violenza e acquisisci l'autocontrollo
foto del gruppo IKS

PRESENTAZIONE

L'Istituto Karate Shotokan si prefigge l'obiettivo di divulgare il Karate-Do tradizionale coniugando le esigenze, dinamiche e motorie di oggi. Il metodo di insegnamento va dal "Progetto Scuola" studiato e ideato per i bambini, al settore agonistico per chi gareggia sino alla difesa personale per gli adulti. Il tutto strutturato all'interno della FIJLKAM Federazione Italiana Lotta Judo Karate Arti Marziali e CSEN Centri Sportivi Educativi Nazionale. I Tecnici, abilitati Filkam, operano dislocati sul territorio con Istituti di Scuole Primarie, Medie e Superiori e nelle palestre di competenza coordinati dal Direttore Tecnico M° Martinalli Stefano 5° Dan, dalla Direzione Regionale e Nazionale FIJLKAM -CSEN. Formiamo nuovi Aspiranti Allenatori-Istruttori attraverso i corsi Federali e puntiamo a una qualità, proffessionalità e competenza del settore in continua evoluzione.





DIECI
ELEMENTI DEL
KATA

YOI NO KISIN
Lo stato mentale

INYO
L'attivo e il passivo (attacco e difesa)

CHIKARA NO KIJAKU
Il modo di usare la forza (potenza) in ogni movimento del Kata

WAZA NO KANKYU
Velocità di movimento nella tecnica e nella posizione

TAINO SHINSHUKU
Il grado di concentrazione in ogni tecnica

KOKY
Controllo della respirazione in perfetta sintonia con ogni movimento del kata

TYAKUGAN
Il significato delle tecniche - interpretazione del gesto come se stesse effettivamente combattendo

KIAI
Unione di corpo e mente esprimendo lo spirito combattivo

KEITAI NO HOJI
La corretta posizione da tenere in ogni movimento in modo da ritornare sempre sulla linea di partenza

ZANCHIN
Lo stato mentale e posturale che si tiene prima durante e dopo (a Kata terminato)
foto del gruppo IKS

FILOSOFIA

Lo stile Shotokan attinge dalla tradizione dello Shuri - Te, conservando e codificando 26 Kata (escludendo 3 kata "preliminari" considerati propedeutici). Quindici di questi, considerati la base dello stile, derivano dalle modifiche apportate a scopo didattico dal Maestro Yasutsune "Anko" Itosu, allievo del leggendario Sokon "Busho" Matsumura e a sua volta maestro di Gichin Funakoshi; si tratta, pertanto, di Kata rielaborati nei quali sono certamente visibili le connessioni con i Kata originari dello Shuri - Te, ma che tuttavia risultano profondamente diversi da questi ultimi, rappresentandone delle "stilizzazioni" didattiche successive e funzionali all'addestramento di allievi in età scolare. I quindici Kata rielaborati dal Maestro Itosu e ripresi dal Maestro Funakoshi sono: i cinque Heian (creati da Itosu con l'originaria dizione "Pin-An" e derivati dai kata Kanku); i tre Tekki (derivati dal kata Naifanchi, purtroppo andato perduto); Bassai-dai; Kanku-dai; Jion; Jitte; Empi; Hangetsu; Gankaku. Questi kata vengono talvolta definiti fondamentali (Heian e Tekki) e Sentei (i rimanenti). Altri preferiscono classificare Sentei gli stessi kata con l'aggiunta di Bassai-sho e Kanku-sho, eliminando Gankaku (che non è andato soggetto al processo di "stilizzazione" sopra citato), portando così i kata di base dello stile a sedici. Tra i kata di specializzazione alcuni preferiscono considerare come una tipologia separata i kata Chinte, Meikyo e Wankan. Questi vengono talvolta classificati come hara no kata. I kata tradizionali derivano da due tipologie stilistiche originarie, non inquadrabili in veri e propri stili: Shorin e Shorei, l'uno caratterizzato da maggior agilità e velocità di spostamento, quindi più adatto ai combattimenti a lunga distanza, l'altro basato su tecniche potenti e posizioni stabili e quindi più adatto ai combattimenti ravvicinati. Una ipotesi accreditata è che i termini si riferiscano alle scuole dello Shaolin del nord e del sud, che in momenti diversi hanno fatto risentire la propria influenza sulle isole di Okinawa, culla del karate.

Taikyoku
Shodan
Nidan
Sandan
Kata di preparazione allo studio degli Heian. Elaborati dal figlio del M° Funakoshi (Yoshitaka)(Gigo). Di facile apprendimento raccolgono attacchi e parate di base. Costituiscono uno studio per i principianti. Eseguiti correttamente portano allo sviluppo del corpo e all'abilità nel praticare il corretto movimento.
Ten-no-kata
(Il kata del cielo)
E' una forma che consiste in due parti, frontale (omote) o parte 1, e rovescia (ura) o parte 2.
   
Heian Shodan Kata di Shuri-te, il nome originale è Ping-nan, proviene probabilmente da una serie di due Kata cinesi chiamati Channan di cui non si conosce l'origine. Il significato è "Pace dello Spirito" "Mente Pacifica" si tramanda che Matsumura Bushi, maestro di Itosu abbia trasformato i Channan in quesi primi tre Kata e insegnati a Itosu. Si dice anche che il maestro Anko (Yasutsune) Itosu abbia codificato poi in seguito gli altri due arrivando ai cinque attuali. I Kata Pinan (o Heian) sono praticati da molti stili, prevalentemente di origine Shuri e Tomari
Heian Nidan
Heian Sandan
Heian Yondan
Heian Godan
   
Tekki Shodan (Naihanchi) Forme basiche della scuola Shuri-Te. Il nome originale di Okinawa era Naihanchi trasformato in Tekki dal Maestro Funakoshi per usare terminologie giapponesi. La traduzione dice "combattere tenendo la posizione (il terreno) mentre la traduzione giapponese è "cavalire di ferro". La leggenda vuole che questi Kata raccolgano le tecniche per combattere con un muro alle spalle e gli aggressori ai lati....
Tekki Nidan (Naihanchi)
Tekki Sandan
(Naihanchi)
   
Bassai Dai
(Passai)
Il nome originale di Okinawa era Passai, trasformato poi in Bassai dal maestro Funakoshi. Kata originale della scuola di Shuri-.te e Tomari- te, significa "penetrare una fortezza" oppure "togliere un sasso dalla base" La versione "Sho" è stata ideata dal maestro Itosu che imparò il Passai da Matsunura.
Bassai Sho
(Passai)
   
Kanku Dai
(Kushanku)
Nome originale: Kushanku - Era il nome di un delegato militare cinese che lo introdusse ad Okinawa intorno al '700. Il significato è "Guardare il cielo" - Kanku Sho è stato codificato in tempi più recenti ed è dovuta a Hanko Itosu.
Kanku Sho
(Kushanku)
   
Jion Kata dello Shuri-te proveniente da Tomari-te. Significato: "il suono del tempio" in onore di un monaco cinese in visita a Okinawa. Questo Kata assieme al Jiin è stato perpetuato dal maestro Itosu al quale si deve la trasformazione di Tomari-te a forma Shuri-te verso il 1870.
   
Jin Kata della scuola Shuri-te proveniente da Tomari. Il significato è "Terreno del tempio". Una tecnica comune alla serie dei Ji è l'uso del "tallone della mano" (teisho) nonchè della posizione iniziale di guardia tipicamente cinese. La trasformazione del Kata da forma di Tomari-te a Shuri-te si deve al maestro Itotsu.
   
Jitte Kata di Shuri-te proveniente da Tomari-te, significa "dieci mani". Codificato dal maestro Itosu attorno al 1870.
   
NijuShiho
(Niseishi)
Il termine originale corrisponde al numero 24, nella trasformazione giapponese significa 24 passi. Si dice che il Kata fosse originario della Cina e approdato alla scuola del Naha-te che abbia avuto il suo sviluppo nel Shorin-ryu.
   
Sochin
(Hakko)
Kata classificato come appartenente alla scuola Naha-te che, come Unsu, è stato riconosciuto per i contenuti tecnici utilizzabile anche nello Shuri-te. Il duplice significato del Kata è tradotto in "muovere in battaglia" oppure "conservare la pace" che anche se appaiono contraddittorie sono due definizioni dello stesso obiettivo, ovvero muovere verso la battaglia per interromperla e ripristinare la pace. Il Kata Sochin è presente negli stili Shotokan e Shito. Nei primi anni lo Shotokan nominava questo Kata con il nome di Hakko. Nello Shotokan è tipica l'esecuzione in fudodachi (posizione del non movimento-immobile) mentre la versione Shito inizia in nekoashi
   
Empi
(Wanshu)
Il termine Wanshu proviene dal nome di un inviato militare cinese che in visita a Okinawa lo insegnò nel villaggio di Tomari attorno al 1683. Il Kata fu praticato esclusivamente a Tomari sino al 1871, allorchè iniziò ad essere praticato anche a Shuri e a Naha. Il maestro Kiyan apprese il Kata da Maeda Pechin che si dice fosse uno specialista nell'eseguire questa forma. La trasformazione giapponese in Empi significa "Volo di Rondine"
   
Chinte
(Shoin)
Codificato dal maestro Itotsu su tecniche di forme precedenti. Il significato del kanji giapponese può essere letto come "calmare-placare" ma esiste un'altra a eccezione dello stesso ideogramma che si tradurrebbe in "insolito-fantasioso" oppure "mano misteriosa".
   
Meikyo
(Rohai)
Attualmente vi sono diverse versioni di questo Kata ma sono state tutte elaborate da una forma originale di Tomari-te dove venne insegnato fino dal 1871. Dopo tale data questo Kata assieme a Wanshu e al Wankan furono introdotti a Shuri e a Naha. Si dice che Naeda Pechin fosse unio specialista di questo Katae che il Maestro Itosu abbia sviluppato in seguito le varianti Shodan, Nidan e Sandan del Kata Rohai. Il Kanji Meikyo significa "Spechio Luminoso" oppure "Guardare lo Specchio".
   
Wankan
(Hito/Shiofu)
Non si conosce l'ideatore, originario della scuola di Tomari-te significa "Corona del Re" Il Kata fu adottato dallo Shotokan e dallo Shito-
   
Angetsu
(Mezza Luna)
Ideato dal Maestro Matsumura nome originmale "Seishan" significa "13", in giapponese "Mezza Luna".
   
Gangaku
(Chinto)
Nome originale di Okinawa era "Chinto" che può essere letto come "combattere all'est" oppure "combattere in città", trasformato poi nel giapponese Gankaku  (La gru sulla roccia) dal maestro Funakoshi. E' un Kata avanzato della scuola di Shuri-te assieme a Kushanku e al Gojushiho.
   
Unsu
(Unshu)
ll si gnificato del Kanji che compone il nome del Kata è "Nuvola-Mano" quindi possiamo intendere il nome del Kata come "Le mani nelle nuvole", come si deduce  inoltre da alcuni gesti tecnici del Kata stesso. si tratta di un Kata proveniente dalla Cina che venne aggregato alla scuola di Naha-te. In seguito fu codificato anche a Shuri e trasmesso ai giorni nostri.
   
Gojushiho-Dai
Useshi/Hotaku
Gojushiho-Sho
Si tratta dell'ultimo Kata dello Shuri-te. Il significato originale di Okinawa è 54, che è stato mantenuto in giapponese aggiungendo la parola "passi". Il Kata risalta le tecniche a mano aperta nei diversi movimenti e in particolare a "becco di gru" shizuki. Si dice che il Kata sia stato importato da Matsumura Bushi dalla Cina e lo si evidenzia dalla influenza degli stili della Gru e della Tigre. Movimenti come a "I 54 passi della tigre nera e il pugno della gru bianca". si ritiene che il Gojushiho sia il più antico dei Kata di Okinawa esistenti

 


ORGANIGRAMMA

Presidente
Martinalli Stefano
Vice presidente
Martinalli Claudio
Segretario
Rota Daniela
Consiglieri
Pirovano Simone
Pavioni Silva

AREA TECNICA
Direttore Tecnico
Martinalli Stefano c.n. 5 dan
Martinalli Claudio c.n. 5 dan
Pavioni Silva c. n. 5 dan

TECNICI I.K.S.
Mauro Terry Borzi, Roberto Bertolini, Cristina Molgora, Mazzoni Franco, Szekely Robert, Gusmeroli Giorgio, Svanella Roberto,Gusmeroli Giorgio, Bertolini Roberto, Svanella Roberto, Irrera Angelo, Borzi Mauro Terry, Spandri Melissa, Svanella Riccardo, Fanti Daniele, Borellini Marco, Leali Marco, Benazzo Silvia, Senini Isabella, Pace Stefano, Bonat Giulio, Vitali Nadine, Croce Nicole, Borzi Giada, Simonetti Chantal, Chiodi Nicoletta, Tognini Gianmaria, Todeschi Samantha, Szekely Robert

foto del gruppo IKS

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BERBENNO • info 347 8016708
CHIAVENNA • info 328 2477738
COLORINA • info 348 6366962
COSIO VALTELLINO • info 347 8016708
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